Una raccolta di fiori. Articolo dopo articolo questo blog è una vera e propria antologia nel senso etimologico del termine, che significa appunto “raccolta di fiori” dal greco ánthos “fiore” e légo “raccolgo” ma che, a differenza delle antologie dei tempi di scuola, questa grazie al blog è ancora più attuale e grazie al vostro apporto e alla vostra critica, più viva.

Scrivere o tradurre?

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Sicuramente tradurre quando a fartene richiesta è una personalità quale quella del Prof. Dr. Werner Gratzer di Salisburgo, eccellenza della letteratura scientifica germanofona di settore, fisico ricercatore, analista ricostruttore e sviluppatore di software d’indiscussa esperienza e validità. Tradurre un software scientifico non è tradurre un libro: richiede anzitutto la conoscenza del prodotto e della materia, il linguaggio di settore nelle due lingue e non ti permette di fare capo ai traduttori digitali moderni. Questo tipo di traduzione ha però il fascino che poi il tuo aiuto sarà ancora utile al processo seguente di aggiornamento di quel soft e che intanto, ogni giorno, chi usa quel programma in italiano lo fa grazie al tuo impegno: oltre 18'000 righe di codice non si traducono in pochi giorni.

Non tradurrei invece mai il libro di altri, poiché ogni testo in lingua originale ha sempre un’altra valenza che tradotto. Oggi leggere e comprendere un testo scritto in altra lingua, specie in ambito scientifico, è relativamente facile grazie alle proprie conoscenze linguistiche o ricorrendo ai soft di traduzione di ultima generazione basati sull’intelligenza artificiale.
Inoltre, questo lavoro di semplice traduttore non ti arricchisce particolarmente nel sapere dovendoti attenere scrupolosamente solo allo spirito ed alla formulazione dell’Autore e, senza poterne sviluppare un ragionamento tuo, il tuo lavoro rimane privo di qualsiasi creatività: opera sterile che lascio volentieri a chi traduttore lo è di professione e che come tale rispetto.

Ripartiamo da Zero!

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Cedendo alle insistenze dei miei Corsisti e dei lettori di questa mia pagina, ho raccolto i suoi contenuti e tant’altro in un mio libro che presenterò a Roma in occasione dell’apertura dell’Accademia di Infortunistica Stradale Forense della CEEGIS. Per questo, quanto il libro ha ripreso e riveduto ora non figura più in rete dove invece continuerò a raccogliere i miei articoli futuri: una nuova serie che riparte da Zero.

Il volume non intende affatto essere l’ennesimo manuale tecnico di ricostruzione, bensì essere specchio del mondo forense dell’analisi e della ricostruzione dei sinistri stradali discettando in forma antologica sui tre aspetti fondamentali della professione, quelli giuridici, quelli peritali e quelli scientifici fra cui alcuni inediti.
Si tratta di un’analisi a tutto campo maturata in quasi cinquant’anni di ininterrotta attività forense internazionale che, facendo il punto della situazione, diviene opportunità di generale riflessione.

Raccomandandone la lettura ai Magistrati, agli Avvocati, agli Organi di Polizia ed ai Tecnici della ricostruzione e con loro agli Psicologi del traffico e ai Medici legali, la mia riconoscenza va in particolare alla Prof.ssa Ph.D., Maria Rita CICERI, Professor of Psychological Wellbeing (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano) e al Prof. Mag. Dr. Werner GRATZER, (Salisburgo, Austria) per l’onore che mi hanno fatto con le loro presentazioni di apertura del libro.

Presentazione del libro

I C.T. e l’auto elettrica

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Ho il grande timore che presto anche per l’auto elettrica vivremo il ripetersi di quello che nel nostro quotidiano già succede per altri tipi di veicolo: “Consulenti Tecnici (CT) iscritti agli Albi di Tribunale” che non sapendo neppure guidare una moto, un autocarro o un autotreno, in Tribunale improvvisano “dotte” spiegazioni al Giudice sulle particolarità di questa o di quella guida.
Con il mio sconfinato ottimismo, da questa pagina getto ancora una volta una pietra nello stagno del nostro sapere specialistico, con l’utopica speranza che muovendone le acque almeno qualcuno dei meno anziani vi possa trovare motivo di riflessione e di approfondimento. L’auto elettrica, al punto di sviluppo oggi raggiunto, ora è capace di rivoluzionare in breve tempo il nostro settore: di questo dobbiamo esserne coscienti e professionalmente dobbiamo attivarci per saper integrare al più presto anche questi suoi nuovi concetti al nostro sapere.

Personalmente ho sempre creduto in questo suo sviluppo, tanto che parlando tempo fa con un giornalista, sostenni che è sciocco porre in concorrenza il traffico ferroviario con quello stradale in quanto presto l’asfalto con l’auto elettrica diventerà la seconda ferrovia del futuro.
Inoltre, fra le mie esperienze dei primi anni ‘90, conto anche quella di consulente della Torpedo e di avere per Essa curato la prima omologazione svizzera in assoluto di un’auto elettrica.


TORPEDO Marbella, la prima auto elettrica mai omologata in Svizzera – inizio anni ‘90

A quei tempi il concetto era molto semplicistico: sostituire il motore di un’automobile di serie con un motore elettrico ed il suo serbatoio carburante con una serie di batterie al piombo, nell’immagine sporgenti sotto il bagagliaio della Torpedo Marbella. In questo modo cambio e differenziale rimanevano quelli originali mentre l’assale posteriore, a causa dell’aumentato carico, necessitava modifiche e nuove garanzie.
L’autonomia ed il suo rifornimento erano i veri punti deboli di allora: circa 60-70 km, quanto bastava appena per andare da Lugano a Locarno sperando di arrivarci. Per la ricarica, oltre al tempo necessario per portarla a termine, bisognava trovare una presa di corrente con amperaggio sufficiente, problema questo tutt’ora ancora di attualità, specie per la ricarica rapida delle attuali batterie. Le colonnine pubbliche vennero solo in seguito, le prime all’autosilo di Locarno.

Rilievi e viabilità

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Articolo con filmato: LO SCENARIO DEL SINISTRO IN 3D

Prendo spunto dall’investimento di pedone che il mese scorso, verso le 16:30 a Magadino (Svizzera) ha coinvolto un Anziano ed un SUV (Sport Utility Vehicle). Abitanti della zona e frontalieri mi hanno riferito di essere rimasti incolonnati fermi per oltre tre ore, senza poter aggirare il luogo per raggiungere il proprio domicilio, e mi hanno chiesto se questo sia veramente necessario.


Foto Ticinonews

Sappiamo e diamo per scontato che chi accorre sul luogo di un sinistro deve garantire innanzitutto la messa in sicurezza delle persone ed il soccorso alle vittime rispettando precise priorità. Queste incombenze sono assolutamente prioritarie ed inderogabili. Non è certo mia competenza valutarle.
Invece, dati i tempi d’intervento di cui sopra, è l’attività mirata alla raccolta degli elementi necessari all’inchiesta che merita un minimo d’esame. La domanda è semplice: sono veramente necessari rilievi che bloccano il traffico per tanto tempo? Ci sono alternative? Quali?

AnalyzerSmart

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Dal computer allo smartphone o viceversa?

L’avvento del software per la ricostruzione degli incidenti, negli anni ’90 rivoluzionò il modo di lavorare dei Professionisti di settore che si tengono al passo con l’evoluzione della scienza e delle sue tecnologie. Questi Esperti, all’annuncio dell’apparizione dell’applicazione che trasborda dal computer allo smartphone i principali calcoli di cinematica, non sono stati sorpresi quanto piuttosto curiosi: infatti, si immaginano già il suo uso durante i sopralluoghi, le riunioni dei collegi peritali e le udienze in tribunale.


Dall’esame preliminare con lo smartphone all’analisi approfondita al computer.

Tuttavia questo non basta per conoscere le potenzialità della novità, i limiti e tutte le sue possibili applicazioni nella pratica.

Dall’incidente di Lady Diana

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .


Parigi, viadotto dell’Alma, 31.08.1997

Ricordo ancora benissimo la telefonata da parte dell’ing. Brambilla di QUATTRORUOTE che mi chiedeva di ricostruire per la loro Redazione l’incidente dell’Alma. Ricordo come fosse ieri quel viaggio in aereo da Lugano, i sopralluoghi, la ricerca di documentazione presso le redazioni e gli studi fotografici parigini, dove tutto era però stato sequestrato dagli inquirenti: per il piano stradale, non senza difficoltà, riuscimmo a farci dare le planimetrie catastali dall’Ufficio tecnico comunale di Parigi … questa fu la base su cui cominciai il mio lavoro di ricostruzione.

Dal PC allo smartphone!

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .



AnalyzerSmart è l’App per Apple e Android che, traghettando il calcolo cinematico dal computer allo smartphone, apre una nuova era dell’infortunistica stradale. Infatti, questo nuovo ed utilissimo strumento di analisi della dinamica degli incidenti stradali è ora letteralmente a portata di mano di ogni Operatore e Specialista del settore.

Trattasi di uno strumento professionale semplice e affidabile, richiesto e voluto dai tecnici ricostruttori austriaci e quindi pensato e realizzato specificatamente per gli operatori del settore dell’infortunistica, della prevenzione e della sicurezza stradale del mondo intero. Grazie alla collaborazione che mi lega al Team di Analyzer-Pro, ho provveduto alla sua traduzione in italiano, manuale d’uso compreso: pertanto l’App AnalyzerSmart è uscita anche nella nostra lingua ed è disponibile da subito.

Sono entusiasta di aver partecipato a questo progetto che ha creato lo strumento che d'ora in poi ci accompagnerà nei sopralluoghi, in Tribunale ed in ogni altro luogo in cui si parla di ricostruzione della dinamica degli incidenti e sono orgoglioso ora di poter informare sulle potenzialità di questo nuovo strumento gli oltre 1'000 lettori che ogni mese mi seguono da queste pagine.

AnalyzerSmart, cosa ci permette calcolare?

Contrassegno stradale?

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Spesso si invidia la Svizzera, o meglio quello che si crede di sapere di questa Confederazione di Stati fondata nel 1291. Poi, quelle poche volte che la si vuol prendere ad esempio, spesso lo si fa con poca cognizione e qualche volta anche a sproposito. È il caso della recente proposta di introdurre in Italia un contrassegno stradale per l’uso delle strade provinciali, idea subito reclamizzata da alcuni Media con un accattivante quanto falso “come già avviene nella vicina Svizzera”.


Vignetta autostradale svizzera per il 2017

Riportiamo il campanile in centro al paese, come si dice in gergo.
Innanzitutto la cosiddetta “Vignetta autostradale svizzera” è il contrassegno necessario unicamente per la circolazione in autostrada (segnaletica su sfondo verde). Questa include anche il pedaggio dei trafori autostradali, primo fra tutti quello del San Gottardo lungo 16'918 metri. Così mentre per passare una sola volta nel tunnel del Frejus (m 12'895) oggi si pagano 44,20 Euro, in Svizzera con soli 40,00 CHF, ossia circa 38,5 Euro si circola tutto l’anno sull'intera rete autostradale!
Infatti, la vignetta è tassa federale annua che di fatto sostituisce il pedaggio autostradale che in Italia che si paga ai caselli: questi la Svizzera non li ha mai voluti in quanto, inutilmente costosi, ostacolano la fluidità del traffico.

L'ing. Max Lindenmann

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Unfallversuche / Crash Tests / Essais de Collisions
Gruntlagenuntersuchung /Basic Tesearch / Recherches de Base


Questo è il titolo originale della prima pubblicazione (1982) che spiega lo svolgimento e gli obiettivi dei Crash-Test. Il libro, in tre lingue, documenta in dettaglio nove Crash-test fra due autoveicoli con fotogrammi, elementi rilevati, valori misurati e valori calcolati. Questi Test erano nati a margine della prima ricerca di quantificazione dei valori EES che, come tutti dovrebbero sapere, non sono valori misurabili ma solo calcolabili. Comunque il loro obiettivo principale rimaneva sempre quello della verifica dei procedimenti di calcolo della collisione.
Ne sono autori l’ing. Heinz Burg, allora direttore della sezione principale della Ricerca sugli incidenti stradali di DEKRA (Stoccarda - Germania) e l’ing. Max Lindenmann allora direttore del Servizio auto e analisi incidenti della Winterthur-Assicurazioni (Svizzera).


Il libro citato ed il suo autore Ing. Max Lindenmann

Ogni tanto è giusto ritornare con il pensiero a quei tempi poiché sono quelli che hanno segnato l’inizio della moderna analisi di ricostruzione dei sinistri, aprendo il cammino alle nostre attuali applicazioni informatiche di calcolo. I loro artefici fortunatamente sono tuttora in vita e rappresentano ancora oggi il meglio delle nostre menti scientifiche.
Per questo mi sono imposto di non perdere occasione per accogliere queste personalità e per farvele conoscere, per sentire quanto questi nostri Saggi abbiano ancora da dirci e da insegnarci: moltissimo, credetemi.

Video: 35 anni di attività

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .


Ringrazio mio figlio Nick che, in occasione della presentazione dello studio sulla Relatività visuale ovvero sulla Percezione cinematica del conducente avvenuta al Palazzo dei Congressi di Lugano nel novembre 2007, ha prodotto e presentato questo film che racconta i miei primi 35 anni di attività professionale.

Vi propongo allora un CRASH-TEST effettuato per mostrare le possibilità reali della ricostruzione dei sinistri stradali e della nostra attività peritale.

Filmato con CSRASH-TEST