La tragedia del Mattarone.

Aggiornato il: lug 2

Caratteristica prima di questo blog sono le mie riflessioni, farina unica del mio sacco e mai semplici "condivisioni" del pensiero altrui.

Al Mottarone ci vado con gli aeromodellisti della zona del Lago Maggiore amanti del volo a vela in pendio e quindi la tragedia del 23 maggio 2021 mi ha doppiamente colpito. Pensavo che il ricordo nel raccoglimento fosse il miglior tributo al rispetto dovuto a tante Vittime.

È stata la tanto discussa pubblicazione dei filmati delle videocamere di sorveglianza ad obbligarmi a rompere il mio silenzio, avendo quelle immagini destato il mio occhio da indagatore forense. Dato che da anni predico che “ogni incidente si genera nell’ultimo istante in cui poteva ancora essere evitato”, di quelle immagini - che se non fossero state pubblicate oggi non potrei commentare – hanno attratto la mia attenzione solo quelle che mostrano l’antefatto, ovvero la salita fino al punto della rottura; la parte seguente, oltre a mostrare la tragedia nella sua drammaticità abnorme, non documenta nulla di particolarmente meritevole d’analisi tecnico scientifica.


Per meglio vedere e capire, da Internet ho ripreso il filmato osservandolo su di uno schermo ad alta risoluzione (5K in 27”) e sono stato colpito da due evidenti anomalie:

- l’incredibile oscillazione della fune trainante (immagine di destra);

- la fune trainante sfilacciata negli ultimi metri, in prossimità del carrello portante (immagine di sinistra).

La fune di traino che oscilla verticalmente in modo notevolissimo è indice di un avanzamento a singhiozzo, come se il carrello avanzasse a piccoli salti e strattoni da cui la fune che si tende e si rilascia.

Nel riquadro in rosso sembra evidente l’irregolarità del profilo della fune di traino in prossimità del carrello portante della cabina che indicherebbe che la fune qui sia già sfibrata e sfilacciata, quindi in avanzata fase di rottura.

Dato che in tutto quello che fino ad oggi si è detto e scritto sembra che questi due particolari assolutamente oggettivi siano sfuggiti ai commentatori, rendo pubblico il mio pensiero da queste pagine, sperando che giunga a giusta destinazione.

Nello specifico, documentata la forte oscillazione della fune trainante (ca. 2,5 Hz) è evidente che la stessa presenti una cosiddetta rottura per fatica, fenomeno noto e studiato da più di un secolo. Per chi non del mestiere, riporto la chiara definizione che si legge in Wikipedia: La fatica è un fenomeno meccanico di progressiva degradazione di un materiale sottoposto a carichi variabili nel tempo che può portare alla sua rottura anche se sia rimasto nel suo limite d’elasticità …

Il punto di rottura situato alla giuntura della fune con la parte rigida del suo capicorda-snodo di ancoraggio al carrello portante è il classico punto debole di una struttura elastica (la fune) solidale con una struttura rigida (il capicorda).


Questo è quanto ho desunto dal filmato in esame, ovvero che la tragedia del Mottarone è dovuta alla rottura per fatica della fune trainante di quella cabina.

L’origine di tale rottura è costituita dalle intense sollecitazioni variabili derivanti dalle anomale oscillazioni della fune stessa.


Le documentate oscillazioni anomale erano evidenti ad occhio nudo per tutti gli addetti al servizio ed alla gestione dell’impianto: non è certo un caso che l’addetto che attendeva la cabina, come documentato in uno dei filmati, appena prima del disastro rivolse il suo sguardo verso l’alto, ovvero verso le funi.

In questa ottica, la Gestione dell’impianto avrebbe solo dovuto esigere, da chi ha fornito l’impianto o da chi è intervenuto per la manutenzione e per la revisione, la rimozione di questo inaccettabile difetto; comunque anche i collaudatori intervenuti avrebbero dovuto denunciarlo ed interdire l'esercizio dell'impianto.

Se si trattasse di difetto originale (responsabilità del costruttore) o di difetto insorto nell’uso (responsabilità del manutentore) starà all’inchiesta stabilirlo. Dato che le precedenti registrazioni di queste telecamere o di altri filmati documentano chiaramente tali anomale oscillazioni, almeno nel merito questa risposta sarà certa.


Non dovranno neppure essere eluse un paio di altre domande, sugli esami magnetoinduttivi di collaudo o su altri esami del caso: non è forse il compito di tali esami e collaudi quello di diagnosticare per tempo una rottura per fatica delle funi? In tali esami si è verificata la sezione terminale della fune incriminata? Quando? Con che esito?

Evidentemente il difetto andava corretto all’origine, non superato con interventi sconsiderati quali quelli sui freni d’emergenza: è l’emergenza che andava prevenuta.

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