LA RICOSTRUZIONE DEGLI INCIDENTI STRADALI OGGI
- Ing. Mauro Balestra
- 14 minuti fa
- Tempo di lettura: 3 min

Dalla realtà al virtuale.
L’incidentologia stradale segue forzatamente lo sviluppo della mobilità su gomma. Se la prima di fatto inizia nel dopoguerra mentre la seconda è precedente, entrambe hanno avuto ed hanno tuttora una loro grande evoluzione.
Sono cambiate le regole (omologazione e codice della strada), la tecnica (freni a disco, servosterzo, cambi meccanici, meccanici sincronizzati, automatici, sequenziali, e solo marcia avanti e indietro sull’elettrico / lo sterzo servoassistito, l'autopilota, ecc./ i motori a benzina, a metano, diesel e ora anche quelli elettrici / le sospensioni / le carrozzerie / i materiali / i dispositivi di sicurezza passiva come le cinture e gli airbag / i pneumatici / i materiali / ecc. ecc.).
In incidentologia sono evolute le procedure di calcolo e sono a disposizione dati di ricerca sempre più aggiornati mentre altri, ormai obsoleti, non sono più applicabili. Con l’avvento dell’informatica oltre all’uso di algoritmi sempre più performanti sono a disposizione anche nuove tecniche nel rilievo (scanner laser, fotogrammetria, ecc.).
Un progresso sempre più spinto, parallelo: veicoli nuovi, incidenti nuovi, analisi di quest’ultimi sempre più scientifiche e approfondite. Sono su quest’ultime che dobbiamo porre un momento l'attenzione, è sullo stato dell’arte della ricostruzione degli incidenti che dobbiamo chinarci, è sul nostro personale sapere in materia che dobbiamo riflettere:
l’ingegneria della ricostruzione
cosa considera oggi? quali sono gli strumenti a sua disposizione? è ancora possibile operare senza avvalersi degli attuali software di settore, ovvero con una semplice calcolatrice? cosa implica in aggiornamento, tempo e denaro dotarsi della strumentazione oggi a disposizione e necessaria? basta oggi il solo sapere ingegneristico?
la psicologia del traffico
è materia estranea alla ricostruzione cinematica? come si integra con l’ingegneria della ricostruzione? come i suoi ultimi studi hanno modificato e concepito il processo attentivo, percettivo, decisionale e reattivo del conducente? come questa nuova visione della “reazione psicotecnica” modifica le procedure di calcolo e di ricostruzione cinematica? apre forse la porta a nuovi calcoli e quindi a nuove soluzioni cinematiche? permette di meglio rispondere al Giudice che vuole sapere quale pericolo ha percepito il conducente, quando, come poteva e come ha invece agito, come poteva evitare la collisione o limitarne le conseguenze?
Queste sono tutte domande che mi sono posto e a cui ho cercato di rispondere con il mio ultimo volume PSICO-CINEMATICA FORENSE (https://www.amazon.it/dp/B0FQBYQ9MN?ref_=pe_93986420_774957520), e credo anche di esserci riuscito visto che un collega Ingegnere che mi ha appena letto mi scrive:
“Finita la mia prima lettura, mi preparo già a rileggere a breve il tutto. …
A me personalmente spinge ad una profonda riflessione sulla necessità assoluta di aggiornamento dell’esperto forense che non può più procrastinare l’utilizzo di moderni strumenti di elaborazione informatica di settore, conoscendone tutte le potenzialità, irrinunciabili oggi per rispondere con scienza e coscienza al proprio mandato.”
Sarà possibile trasformare un libro in qualcosa di più?
Basta leggerlo per capire quanto in esso presentato tanto bene da poterlo anche mettere in pratica? Come captare quella parte di pensiero del suo autore che è rimasta fra le righe, discuterla e farla propria?
Come mettersi in contatto, aprire il dibattito, costruirci sopra qualcosa capace di far lievitare quanto c’è di nuovo per renderlo utile per tutti gli specialisti del settore?
La domanda è chiara. Vorreste fare parte di un nuovo “forum” di approfondimento diverso da quanto si è fatto fin qui e solo per chi è attivo nel settore?
Fatemi sapere cosa ne pensate, nei commenti o direttamente per e-mail.



Commenti