Incidentologia e fotogrammetria


La fotogrammetria è una tecnica di elaborazione digitale dell’immagine fotografica. Partendo da semplici immagini fotografiche, oggi è così possibile ricostruire virtualmente, e contemporaneamente in modo bidimensionale e tridimensionale, quanto le foto rappresentano nella loro visione bidimensionale prospettica. Infatti, agli inizi (anni ’90), la fotogrammetria consisteva nella messa in pianta della visione prospettica di un’unica immagine fotografica (Metric single image rectification).

L’uso della fotogrammetria nell’incidentologia stradale sta prendendo sempre più piede avendo aperto all’opera di ricostruzione degli incidenti nuovi orizzonti, specie nel rilievo stradale. Infatti, oggi è sicuramente spettacolare la qualità dell’immagine tridimensionale dello scenario del sinistro e della cinematica che in esso si può digitalmente rappresentare. Questo aspetto scenico è quello che colpisce maggiormente il pubblico e che troppe volte certi periti usano a sproposito: vero fumo negli occhi dell’utente peritale, fumo purtroppo capace di ingannare i giudici meno accorti.


Tuttavia e a mio parere, nella ricostruzione degli incidenti stradali la restituzione fotogrammetrica in 2D rimane ancora sempre assai più importante della spettacolarità dell’aspetto del modello fotogrammetrico tridimensionale. Per le immagini in pianta, non facciamo più capo alle foto aeree o satellitari, imprecise per la loro prospettiva verticale, bensì alle ortofoto. La rappresentazione di un movimento cinematico su base planimetrica (visione non prospettica vista dall’alto) rimane peritalmente insostituibile in quanto non si presta a false interpretazioni o a ingannevoli rappresentazioni prospettiche.

Nel rilievo dell’incidente, o del luogo dell’incidente, la fotogrammetria permette di operare in strada con un unico operatore e, fatto decisivo quasi incredibile, di poter svolgere le operazioni fotografiche di rilievo senza disturbare in alcun modo il traffico transitante: per la Polizia questo si traduce in un veloce ripristino della viabilità … oltre ad un impeccabile rilievo della situazione venutasi a creare con il sinistro.


Ai citati pregi della fotogrammetria si aggiunge anche quello della modellizzazione in 3D dei veicoli accidentati: si ottiene così un modellino virtuale di quel veicolo e da esso è possibile un’analisi tecnico scientifica a posteriori particolarmente utile nei nostri calcoli.


Gli operatori del settore che ancora non usano la fotogrammetria ed il grande pubblico resterà meravigliato di apprendere che quasi tutti gli strumenti necessari alla fotogrammetria sono già in nostro generale possesso e che pertanto i costi per farne debito uso risultano particolarmente limitati.

Infatti, l’esperienza ha dimostrato che è possibile effettuare rilievi fotogrammetrici con qualsiasi tipo di apparecchio fotografico (GoPro, iPhone, camera compatta o reflex, drone, ecc.) così come l’elaborazione può essere fatta con qualsiasi PC o Notebook (Windows, OS-Mac, Linus) di recente generazione, quindi con strumenti di cui ognuno di noi già dispone.

Il software per l’elaborazione fotogrammetrica che usiamo è ottimale già nella sua versione standard: al momento questa è sul mercato a soli 179.00 Euro.

L'esperto accorto, nella scelta del proprio software di ricostruzione oggi opta quindi per quelli capaci di trattare e di integrare la fotogrammetria con la cinematica (scenario e veicoli).


Con simili premesse, il tecnico ricostruttore che non conosce o non fa ancora uso della fotogrammetria non può dirsi aggiornato ed al passo con i tempi.

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