DAL FILMATO ALLA VERITÀ CINEMATICA
- Ing. Mauro Balestra
- 6 giorni fa
- Tempo di lettura: 4 min

Ne ho parlato ampiamente nel mio ultimo libro PSICO-CINEMATICA FORENSE. L’ho fatto considerando due categorie distinte di filmati che interessano l’incidentologia stradale:
> i filmati-reperto, ovvero quelli prodotti o acquisiti agli atti. Provengono di regola da videocamere statiche, quali quelle di sorveglianza o degli smartphone, oppure quelli mobili delle videocamere che equipaggiano gli ultimi modelli di autoveicoli o che vengono montate montate su di essi, come quelle montate sul casco di motociclisti e di ciclisti;
> i videocompendi peritali, ovvero filmati prodotti dall’Esperto forense a documentazione di quanto ricostruito, con lo scopo di illustrare dinamicamente quanto la staticità dell’elaborato cartaceo non è in grado di presentare debitamente.
I filmati-reperto non documentano solo l’evento, parte di esso o situazioni appena precedenti. Possono documentare un’intera situazione di traffico come anche solo l’attimo del sinistro e lo possono presentare da angolazioni diverse, veri e propri punti di vista differenti che vanno considerati peritalmente come diversi fra loro. Da essi è pure possibile estrarre le velocità momentanee di ogni corpo in movimento: autoveicoli, motoveicoli, biciclette, monopattini, pedoni ed animali domestici, quella velocità che tutti sappiamo essere SPAZIO/TEMPO (spazio fratto tempo - km/h o m/s).
L’elaborazione del filmato allo scopo di estrarne le velocità è possibile tanto da quelli ripresi da videocamere statiche (videocamere di sorveglianza, smartphone dei testimoni dove l’operatore è fermo, ecc.) quanto da quelle in movimento (videocamere del veicolo in movimento o montate all’interno dello stesso, oppure montate sul casco di motociclisti e di ciclisti, ecc.).
Ma oggi si fa molto di più che estrarre solo la velocità. Esistono software scientifici di analisi e ricostruzione degli incidenti stradali che, oltre ad estrarre i dati VELOCITÀ-SPAZIO-TEMPO con essi calcolano, per ogni oggetto monitorato, la sua intera cinematica di spostamento; di questa producono tabulati e diagrammi. Per questi software, trasformare tali dati in simulazione della cinematica stessa è giocoforza: così, quando è possibile dal filmato, oggi facilmente estraiamo e rappresentiamo planimetricamente l’esatto spostamento ripreso generando la sua simulazione. Chi si limita ad estrarre dal filmato la sola velocità, sicuramente non è aggiornato e non segue l’evoluzione delle applicazioni informatiche del nostro settore. Questi software, ovviamente, hanno un procedimento per i filmati statici ed uno per quelli dinamici.
Nel filmato statico (ripresa da videocamera ferma):
> il tempo è sancito dai “fotogrammi al secondo” (FPS – Frames Per Second);
> lo spazio, sebbene in forma prospettica è rappresentato dal piano stradale.
In questi filmati la quantificazione dello spazio avviene trasformando il fondo stradale di ogni fotogramma, e quindi l’intera immagine, da prospettico a planimetrico. Questo è un vecchio procedimento noto come MSR (Metric Single image Retification – Rollei 1993) che usiamo da allora per trasformare in pianta una singola foto che rappresenta il luogo del sinistro: altra applicazione fotografica quest’ultima assolutamente ignorata dalla norma UNI 11472 che io ho sempre ritenuto obsoleta e pertanto inutile.
Nel filmato dinamico:
> il tempo è sancito dai “fotogrammi al secondo” (FPS – Frames Per Second);
> lo spazio è dato dallo scenario di adiacenza che scorre. Questa elaborazione è stata messa a punto abbastanza di recente utilizzando un’apposita AI (Intelligenza artificiale).
Nel filmato dinamico non si può più parametrare la prospettiva dato che l’intero scenario evolve con l’avanzamento del mezzo che lo filma, fotogramma dopo fotogramma. Il software che uso, e come esso penso anche altri, ricorrendo ad una speciale AI (Intelligenza artificiale) riesce a definire il movimento elaborando la velocità di passaggio ottico delle adiacenze e, di conseguenza, ad indicare la velocità momentanea del veicolo durante l’intera durata del filmato.
Dai filmati oggi è quindi possibile disporre dell’intera elaborazione della cinematica ripresa. Ma cosa si intende per elaborazione dell’intera cinematica?
Per elaborazione dell’intera cinematica intendo, per ogni veicolo monitorato, l’indicazione dell’andamento della sua velocità nello spazio e nel tempo, un vero e proprio tabulato numerico indicante la sua velocità momentanea ad ogni secondo con relativa accelerazione o decelerazione, nonché lo spazio percorso nello stesso lasso di tempo.
Fra i miglior software di analisi e ricostruzione degli incidenti che conosco, almeno uno è in grado di estrarre l’intera cinematica di un veicolo dal relativo filmato, sia per quanto ripreso da fermo che per quanto ripreso dal movimento. Per questo, non sono necessari altri software che altrimenti non servono al nostro mestiere.
Nel mio libro PSICO-CINEMATICA FORENSE, nella parte intitolata “Ricostruzione tecnico scientifica dell’incidente” illustro con esempi concreti come oggi sia possibile elaborare direttamente il filmato e quindi, sempre con lo stesso software, trasformare i dati ottenuti in cinematica; dal filmato alla rappresentazione simulata in planimetria del movimento filmato di ogni oggetto (veicolo, pedone, ecc.) con relativa indicazione momentanea di velocità, accelerazione o decelerazione.
Ciò chiarito e spiegato, ai Colleghi meno sperimentati suggerisco, quando si confronteranno con un nuovo software di analisi e ricostruzione degli incidenti stradale, di valutare se il software che stanno considerando offre loro anche queste preziose possibilità. Disporre di uno strumento capace di elaborare tanto i filmati statici quanto quelli dinamici e trasformare direttamente l’immagine in simulazione cinematica finita, è di grande aiuto nella nostra attività di specialista forense.
Tutt’altra cosa è il Videocompendio peritale.
Lo dice il temine. L’avevo coniato nel 2007 in occasione della presentazione del mio studio sulla “Relatività visuale” detta anche “Percezione cinematica del conducente”.
Non si tratta di una vera e propria “relazione peritale in formato video”, bensì di un filmato che la completa con lo scopo di illustrare dinamicamente quanto la staticità dell’elaborato cartaceo non è in grado di illustrare otticamente.
Pertanto, il Videocompendio peritale non è un semplice filmato quanto piuttosto un vero “tutorial” che guida e spiega, passo dopo passo, il ragionamento e le risultanze della Relazione tecnica stessa, specie mostrandone nel movimento la ricostruzione elaborata. Come tale è parte integrante della Relazione stessa.
Nei “Media” di questa stessa pagina Web, sono presenti due Videocompendi peritali :
> MB-Milano semafori
> MB-VENEZIA videocompendio
Nel videocompendio peritale, il commento è assolutamente indispensabile, sia esso vocale che scritto o combinato (voce + testo). Nel mio ultimo volume sopra citato, ho spiegato come possa essere realizzato un videocompendio peritale. Spiego anche che allo scopo, i filmati di simulazione dei nostri software di analisi e ricostruzione, servono solo di base all’immagine “movimento”. A questa base, l’Esperto forense deve saper aggiungere tanto l’espressione del suo Sapere tecnico scientifico quanto una certa capacità di “Regista”: il metodo proprio non basta, qui conta veramente il “saperlo fare”.



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