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RIORDINANDO LA BIBLIOTECA

Aggiornamento: 2 ore fa


Ogni Specialista in incidentologia stradale, prima di essere specialista deve aver anche studiato la materia: così facendo è assolutamente normale che abbia raccolto e letto qualche testo. Quelli della foto sono gli ultimi che ho conservato, dopo più di un trasloco (Lugano, Ascona, Muralto e Minusio).

Mi sono particolarmente cari quelli dei tempi della mia scuola di Biel/Bienne (lavoro di Diploma, e rapporti di Ricerca) e quelli in cui fui coautore:

>  F. Buzzi – La distorsione cervicale (1996)

>  S. Lafisca – Il colpo di frusta cervicale (1999)

 

Tanti libri, ma almeno due scuole di pensiero. Quella Italiana del Frerrari, del Di Paola, del Genta, e del Vangi; quella Tedesca di Danner, di Halm, di Liendenmann, di Burg, di Rau e di Moser.

Della scuola americana (USA e Canada) ebbi diversa documentazione (Campbell e McHenry) che purtroppo non è più con me.

In particolare, ricordo tutta la documentazione inerente alla norma SAE J224_198003 del 1° marzo 1980 - Collision Deformation Classification, CDC - frutto degli studi di Campbell e base del software di McHenry (1990 circa); nel merito noto che il primo a parlarne in Italia fu, nei primi anni 2000, il Prof. Vangi.

 

Fra questi miei libri, di particolare interesse (1984) è il mio libro/perizia relativo ad un grave tamponamento a catena avvenuto nel Biellese. Contrariamente a molti lavori che vedo ancora oggi in Tribunale, già allora la mia relazione peritale era particolarmente ben strutturata. Inoltre, credo, questa ricostruzione peritale è anche la prima ricostruzione cinematica tridimensionale della storia: in mancanza dell’informatica che abbiamo conosciuto solo diversi anni dopo, operai su un modellino fisico di strada con la tecnica del cartone animato. I modellini dei veicoli, in plastica, nella ricostruzione furono anche deformati per meglio spiegare e illustrare gli impatti descritti e desumibili dalla documentazione fotografica; nello specifico non quella di Polizia, bensì quella acquisita dal sottoscritto acquistando l’intero servizio fotografico dal fotografo de La Stampa di Torino. Una ricerca della verità materiale, una “gavetta” che pochi hanno conosciuto.



Questa raccolta di letteratura specialistica non va vista come dimostrazione di sapere: il vero sapere professionale contenuto nei libri, è solo tale quando questi sono letti in modo intelligentemente critico e comparativo: così in questa mia collezione non mancano anche i testi che contengono vere bufale, alcune delle quali ho già pubblicamente contestato. Non è così per il volume di Vangi di cui ho l’edizione 2008 che ritengo assolutamente valido: a quest’opera riconosco anche il pregio di aver portato in Italia quello che era allora, universalmente, lo stato dell’arte del calcolo nella ricostruzione dei sinistri stradali.

Non è un segreto affermare che la scuola tedesca dell’Analisi e della Ricostruzione degli incidenti stradali è e sia sempre stata l’avanguardia, superando sempre e largamente quella italiana. Essendo cresciuto professionalmente in quella tedesca, credo sia proprio questo ciò che mi differenzia da chi ha unicamente svolto la professione di Analista ricostruttore ed il relativo aggiornamento professionale in Italia, leggendo e pensando in italiano.

 

Certo di esser riuscito a “rimanere sul pezzo”, aggiornatissimo e ininterrottamente attivo in ambito forense per una cinquantina d’anni, nel 2019 per la prima volta mi sono sentito pronto per pubblicare il mio pensiero sulle problematiche della nostra professione:

La tecnica al servizio della Giustizia – A. Dellisanti Editore.

 

Gli studi, strettamente legati agli incidenti stradali, che da più di vent’anni ho condotto su temi di Psicologia del traffico (Relatività visuale o Percezione cinematica del conducente e IPTR - Intervallo Psico Tecnico di Reazione) mi hanno portato ad integrare quella Psicologia nell’Analisi cinematica, con conseguenze importanti e decisive:

>  ho sviluppato un’inedita metodologia di lavoro nell’analisi e nella ricostruzione degli incidenti;

>  ho stravolto il concetto di “reazione psicotecnica”;

>  l'ho sostituito con una nuova concezione scientifica del “processo attentivo, percettivo, psico-decisionale e psico-motorio” del conducente;

>  scorporando la fase di percezione del pericolo (causa, input) da quella dell’intervallo psico tecnico di reazione (effetto, output), ora le tempistiche della fase di percezione vanno calcolate caso per caso, mentre quelle tabellari dell’IPTR vanno rielaborate ex novo.

Per questa materia, che ho il piacere di insegnare da anni nei Corsi di Perfezionamento in Psicologia del Traffico che si tengono all’Università Cattolica di Milano, ho coniato il nome di “psico-cinematica”.

 

È così che il mio secondo libro, che ho iniziato a scrivere durante il Covid e pubblicato con AMAZON nel settembre 2025, è intitolato PSICO-CINEMATICA FORENSE.

Oltre a introdurre questa nuova metodologia operativa, il manuale vuole presentare alla nostra Utenza (Magistratura, Avvocatura, ecc.), ma anche ai Colleghi tutti, lo stato attuale dell’arte di Analisi e ricostruzione degli incidenti stradali. Lo fa a 360°:

 

>  PARTE I - Attività Forense e Elaborato Peritale

>  PARTE II - Ricostruzione tecnico scientifica dell’incidente

>  PARTE III - Integrazione della Psicologia del traffico nella Cinematica

>  PARTE IV - Vademecum del Professionista del Foro

>  PARTE V- Esempi di elaborato peritale

 

Se una biblioteca professionale come la mia è difficile da ricostituire, credo che almeno il mio ultimo libro dovrebbe entrare di diritto in quella di tutti coloro che oggi trattano l’incidente stradale in ambito forense.

Un Collega, leggendolo, mi ha scritto: “non è un libro da leggere, è un libro da centellinare”.


PSICO-CINEMATICA FORENSE

Manuale per il Magistrato e per l'Avvocato - Penale e civile

Integrazione della Psicologia del traffico nella Cinematica

Lo stato dell'arte peritale nella ricostruzione dell'incidente stradale.


Il volume, 328 pagine in formato A4 é disponibile su Amazon al link:

 
 
 

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