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BRICIOLE DI STORIA DELL’INCIDENTOLOGIA STRADALE

Aggiornamento: 3 giorni fa

La storia di una professione è decisiva per chi la professa.

Con lo spirito secondo cui la storia dovrebbe essere scritta solo da chi l’ha vissuta personalmente - lasciando ai posteri il commentarla - nel mio ultimo libro ho raccontato/tracciato quella di questa professione che conosco piuttosto bene, avendola iniziata nel 1971 e svolta con il tanto amore, ininterrottamente, fino ad oggi.

 

A quando risalgono le origini dell’ Incidentologia stradale intesa come Analisi e ricostruzione scentifica degli incidenti ?

 

È difficile dirlo con esatezza: personalmente io parlerei almeno del “subito dopo guerra” potendone documentare avvenimenti che ne hanno segnato il cammino.

 

Dei primi rilievi di Polizia troviamo traccia negli archivi già negli anni ’30.  Oltre ad alcuni di questi documenti che ho visto personalmente, ricordo che già negli anni ’60 -’70 il rilievo di polizia dell’incidente stradale conosceva l’uso della “stereofotogrammetria”, tecnologia della WILD di Heerbrugg  (Canton San Gallo - Svizzera): il SIR (Servizio Identificazione e Ricerche) – si chiamava così la Polizia scientifica del Cantone Ticino - che l’ha utilizzata almeno fino alla fine degli anni ’90. In quegli anni, personalmente, operavo spesso con il metodo MSR (Metric Single Image Retification) della Rollei e, negli anni a seguire anche il SIR passò alla fotogrammetria di cui ricordo molto bene il rilievo di un particolare incidente avvenuto nel 2013 sulla strada del Monte Ceneri. Questa in breve la storia dei rilievi della scena dell’incidente.

 

Al movimento di Ralph Nader (USA – anni ‘60) dobbiamo sicuramente la diffusione pubblica dell’analisi degli incidenti stradali causati da difetti di progettazione del veicolo, non causati dai conducenti: ricordo il suo libro “L’auto che uccide”.


Sulla dinamica degli incidenti (Unfalldynamik) quale regolare materia d’insegnamento in una Scuola d’ingegneria, dobbiamo andare al 1946, con la fondazione Sezione Tecnica dell’automobile (Abteilung Automobiltechnik) della Scuola d’ingegneria di Biel/Bienne (Canton Berna), oggi BFH (Berner Fachhochschule).



Questa Scuola, grazie alla sua Sezione Automobile, era ed è tuttora nota in Svizzera come unica nel suo genere. Ancora oggi, in quella Scuola, la “dinamica degli incidenti” è materia di insegnamento e di ricerca. Il suo laboratorio, sviluppandosi negli anni, ha generato il DTC (https://www.dtc-ag.ch), notissimo centro di ricerca del settore.

Ancora oggi riconosco che la mia fortuna professionale fu quella di formarmi in quella prestigiosa Sezione dell’Automobile da cui nel 1971 uscii con il titolo di ingegnere. Allora, la Sezione Automobile era diretta dal Prof. Ing. ETHZ Walter Komminoth: il mestiere lo imparai da Lui e fu poi il Prof. Komminoth ad indirizzarmi verso l’attività forense dato che, nella dinamica degli incidenti, eccellevo. Da allora, ogni anno, cerco di tornare a Biel/Bienne e, proprio al DTC, ho donato tutta la strumentazione del mio laboratorio mobile di diagnostica dinamica quando ho cessato la mia attività di ricerca. Quella strumentazione, a cui devo molto della mia crescita e professionalità, mi ha seguito dal 1975 al 2017 e fu rinnovata, ovvero aggiornata ex-novo nella tecnologia, ben 3 volte, l’ultima nel 2008: molte sue componenti sono state concepite e realizzate interamente da me. Fu basilare nella raccolta dati dello studio sull’IPTR (Intervallo Psico Tecnico di Reazione) svolto in collaborazione con l’Unità di Ricerca in Psicologia del Traffico dell’Università Cattolica di Milano.

 

Il calcolo cinematico e cinetico in questa professione è sempre stato elemento basilare.

I calcoli delle mie prime ricostruzioni cinematiche erano svolti grazie al Regolo calcolatore di cui conservo ancora i miei due (ARISTO StudioLog e ARISTO Elektro).

I primi calcoli della collisione (1974 circa) furono implementati, a titolo personale, dagli Esperti stessi su computer veri e propri: in Svizzera ricordo quello dell’Ing. Max Liendenmann (Winterthur) e il mio, scritto in Fortran. Si andò avanti così fino all’arrivo dei primi PC con le prime applicazioni dagli USA (CRASH 3) e, negli anni ’90 dalla Germania e dall’Austria CARAT, ANALYZER e poi PC-CRASH.

 

Pertanto, per l’Analisi e la Ricostruzione degli incidenti stradali è indispensabile conoscere l’evoluzione avuta dagli algoritmi, in particolare da quelli del calcolo della collisione.

Cronologicamente:

 

1643 – 1727  Isaac Newton (Regno Unito)

1941 A. Brüderlin (Svizzera)

1962 E. Marquart (Germania)

1968 A. Slibar (Germania)

1974 K.L. Campbell (USA)

1975 Mc Henry (USA)

1984 H. Burg e F. Falk (Germania)

2025 M. Schmidt e F. Pirkner (Austria)

 

Non bastano solo le date e i nomi di chi ha segnato l’evoluzione di questo calcolo.

Chi si dice “specialista in questa specifica disciplina” dovrebbe conoscere concettualmente anche ogni suo passo evolutivo, sapere questo indispensabile per garantire l'uso corretto degli attuali algoritmi di calcolo presenti in quasi ogni software scientifico di ricostruzione.

Per questo ho dedicato una parte del mio ultimo libro, PSICO-CINEMATICA FORENSE, all’evoluzione concettuale degli algoritmi di calcolo, informazioni queste praticamente inedite altrove.

 


 
 
 

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