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4 – La soluzione vettoriale

Aggiornamento: 18 nov 2022

Il caso della collisione ortogonale, come la fattispecie, è la situazione in assoluto più semplice del calcolo vettoriale secondo Newton ed è anche quella il cui risultato implica le tolleranze minori, ovvero garantisce il massimo di precisione.

È abbastanza semplice da essere spiegato e quindi anche capito: questo, essendo il dogma della nostra professione, spesso è anche base per molti degli algoritmi di calcolo necessari ai software scientifici della ricostruzione. Pertanto, ogni ricostruttore dovrebbe aver fatto talmente sua questa legge della fisica da averla nel sangue e sentirla trasparire da ogni poro della sua pelle.

Infatti, è grazie ad essa che mi è subito saltato alla vista che qualcosa in quella pubblicazione non poteva quadrare: proprio per questo mi sconcerta vedere, fra i moltissimi che prima di me hanno letto quell'esposto peritale, che nessuno abbia mosso ciglia.


Ricordo che il teorema delle quantità di moto (Newton) in anglosassone è detto momentum mentre in tedesco è detto Impulssatz (legge degli impulsi). Sicuramente la dicitura tedesca è quella che meglio di ogni altra si avvicina al suo significato concettuale: infatti, questo recita semplicemente che la somma degli impulsi ante urto è uguale alla somma degli impulsi post urto per cui parlare di legge degli impulsi mi sembra alquanto appropriato.

Anche in italiano con impulso si intende una grandezza vettoriale ragion per cui il calcolo, soluzionabile anche in forma grafica, è semplicemente l’equazione di due somme vettoriali dove ogni vettore è definito dalla massa del veicolo moltiplicata per la sua velocità indicandone tramite il vettore la direzione, sia ante che post urto.

Per capire il calcolo della collisione è necessario assimilare l’essenza concettuale di questa immagine: tutto il movimento che a seguito dell’impatto nel post urto trasla da sinistra verso destra deriva unicamente dalla spinta impressa ante urto (massa x velocità) dal veicolo blu, ovvero dal suo impulso ante urto. Analogamente, tutto il movimento che a seguito dello stesso urto trasla dall’alto verso il basso, deriva unicamente dalla spinta impressa ante urto (massa x velocità) dal veicolo rosso, ovvero dal suo impulso ante urto.


Ritornando al caso in esame, Rosso rappresenterebbe la FIAT mentre Blu rappresenterebbe la Hyundai.

Data la velocità di Blu di circa 50 km/h derivante dalla registrazione GPS, quella di Rosso indicata in perizia in soli 9 km/h appare subito sproporzionatamente bassa, data la dinamica post urto che qui vede entrambi i veicoli fortemente proiettati verso il basso.

Anticipo subito che la velocità della Fiat risulterà ben superiore ai 20 km/h per cui, tutta la ricostruzione cinematica che ne consegue ci obbligherà a rivedere interamente le considerazioni conclusive dell’elaborato peritale in esame: su tali conclusioni demando il lettore alla controperizia che presenterò negli articoli seguenti fra cui, il prossimo dedicato alla presentazione del calcolo della collisione in “loop. Trattasi di una metodologia di calcolo che per mezzo di una successione reiterata di istruzioni compiuta nell’elaborazione, ripete la procedura fino al conseguimento di risultati rientranti in specifici crismi scientifici. Se tale procedura di calcolo non vi fosse ancora nota, è solo perché è stata sviluppata di recente: lasciatevi quindi sorprendere.

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