IPTR – Sintesi applicativa

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Avendo dimostrato che lo studio Olson del 1984 (“Parameters affecting stopping sight distance” University of Michigan UMTRI-84-15) oltre ad essere obsoleto è comunque inapplicabile alla ricostruzione cinematica dei sinistri della circolazione, mi è stato chiesto di presentare, in sintesi, quanto lo sostituisce.

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Studio: IPTR – Intervallo Psico Tecnico di Reazione (Unità di Ricerca in Psicologia del Traffico, Università Cattolica di Milano)
Autori: Ing. Reg A Mauro Balestra e Prof. Ph.D. Daniele Ruscio

Trattasi della misurazione e dello studio degli aspetti e dei processi implicanti attenzione, emozione e riconoscimento del rischio da parte dei conducenti di autoveicoli, ovvero del ”processo di arresto d’emergenza dinanzi a pericolo improvviso”.
Questa è oggi materia d’insegnamento ASAG (Alta Scuola Agostino Gemelli) nei Corsi di Perfezionamento in Psicologia del Traffico dell’Università Cattolica del S.C. di Milano e nei seminari di cinematica dell’Accademia di infortunistica stradale forense della CEEGIS.
Se ne fa cenno anche in “La tecnica al servizio della Giustizia” di Mauro Balestra, Dellisanti Editore.


Il processo d’arresto d’emergenza (La tecnica al servizio della Giustizia, Mauro Balestra)

Per applicare correttamente nella ricostruzione cinematica del sinistro i valori qui indicati, vanno sempre considerati anche i concetti base su cui si è costruita l’intera ricerca sull’IPTR.

Il processo di arresto d’emergenza
Il processo cinematico dell'arresto d'emergenza (reazione a pericolo improvviso), e di conseguenza anche il suo calcolo, è costituito da 3 fasi concatenate ma assolutamente distinte (Percezione, IPTR, Frenata). La durata nel tempo di ogni fase è variabile e dipende da molteplici fattori.

Percezione - Inizia nell’istante in cui il pericolo diventa fisicamente visibile, termina nell’istante in cui il pericolo viene riconosciuto.
IPTR - Inizia nell’istante in cui il pericolo è riconosciuto, termina nell’istante in cui inizia l’azione frenante al suolo (inizio della decelerazione dovuta all’azione frenante).
Frenata - Inizia nell’istante in cui inizia l’azione frenante al suolo. La sua parte iniziale, detta fase incrementale di frenata, considera il lasso di tempo in cui la decelerazione da Zero passa al suo valore massimo (incremento o frenata volvente). La sua parte principale e finale è quella che segue e che con decelerazione massima porta il veicolo all’arresto completo.


Processo di arresto d'emergenza: il suo monitoraggio diagnostico dinamico

Lo studio sull’IPTR è stato pertanto in grado scomporre in sottofasi l’intervallo monitorando con assoluta precisione (100 Hz) i valori di ognuna di esse.
Da questa analisi, ai fini della ricostruzione cinematica degli incidenti, estraggo solo i valori medi dell’intera ricerca riferita alla ”reazione sorpresa” (imprevisto assoluto, in movimento).


IPTR – Fasi e tempi di fase medi

Questa ricerca conferma che, in condizioni normali, il tempo medio di durata dell’IPTR è di 1,0 secondi. Importante rilevare che la “PERCEZIONE” non fa assolutamente parte della “REAZIONE” e quindi ricordare che Non esiste reazione senza percezione: di conseguenza peritalmente entrambe queste fasi vanno sempre considerate ed indicate.
Considerando che la posizione dei comandi del freno sulle motociclette (mano e piede destri) non richiede lo spostamento dell’arto come sulle automobili, a pari condizioni l’IPTR per i motociclisti si riduce di circa 0,2 secondi (D).
Per contro, sempre a pari condizione, l’IPTR dei conducenti di autocarri e di autobus è assai più lungo: infatti i veicoli pesanti sono equipaggiati con impianti frenanti pneumatici che, per norma, possono avere un ritardo di risposta fino a 0,6 secondi.
Ciò premesso e sottolineato che il tempo di PERCEZIONE, detto anche di riconoscimento (del pericolo) deve essere conteggiato separatamente, ai fini della ricostruzione cinematica, in normali condizioni, per l’IPTR possiamo applicare e proporre i seguenti tempi medi generici:
- 1,0 s per gli automobilisti;
- 0,8 s per i motociclisti;
- 1,5 s per i conducenti di veicoli pesanti.

Preparazione alla frenata totale
Tuttavia, la nostra ricerca ha anche scoperto e monitorato un fenomeno che va oltre a questa immagine semplicistica del processo reattivo dei conducenti e ne modifica sostanzialmente anche la valutazione. Si è infatti constatato che quando l’azione di spinta sul pedale del freno è particolarmente intensa, l’IPTR registra tempi notevolmente più lunghi, come documentato dal caso seguente.


Reazione d’emergenza (La tecnica al servizio della Giustizia, Mauro Balestra)

1 Inizio del rilascio del pedale del gas
2 Fine del rilascio del pedale del gas e passaggio su quello del freno
3 Inizio dell’azione di spinta sul freno, il piede è già sul freno da almeno 0.4 secondi
4 Inizio della decelerazione (forza frenante al suolo) ovvero fine dell’IPTR
5 Raggiungimento della forza massima sul freno
6 Arresto totale del veicolo

Nello specifico, ad una reazione assolutamente tempestiva (rilascio dell’acceleratore e passaggio sul pedale del freno) non fa seguito un altrettanto tempestiva azione sul freno. Fra il rilascio completo dell’acceleratore e l’inizio dell’azione di spinta sul pedale del freno si registra infatti una pausa di ben 0,82 secondi!
La registrazione (linea rossa) documenta come di fatto il piede sia comunque subito giunto a toccare il pedale del freno ma senza agire immediatamente sullo stesso. Il monitoraggio del soggetto ci ha fornito la spiegazione: per poter agire con tale impeto, in questa fase il conducente deve prepararsi la posizione sul sedile appoggiando saldamente la schiena allo schienale e prendere lo slancio necessario ad effettuare tanta pressione.
Considerando questo aspetto, nelle frenate totali con IPTR fino a 2,0 secondi, non è quindi affatto possibile sostenere che la reazione sia stata “intempestiva”, anzi, va proprio detto che in simili casi l’allungamento dell’IPTR è fenomeno necessario e da considerarsi.

Questo in sintesi quanto risulta dalla citata ricerca universitaria (2011-2015) e quali considerazioni debbano accompagnare l’applicazione di questi dati nella ricostruzione cinematica dei sinistri. Potendo questi tempi essere rivisti in cassazione (TF, Tribunale federale svizzero, Losanna), l’IPTR è elemento con valenza giuridica: il nostro compito di tecnici è pertanto solo quello di proporne un dato valore e, qualora il Giudice decidesse diversamente, di essere disponibili a rivedere di conseguenza quanto precedentemente calcolato.