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NOVITÀ – CALCOLARE IN 3D


La fisica non è cambiata, ma il modo di calcolarne i fenomeni sì; questo è in continua evoluzione. Facendo riferimento al mio piccolo mondo, quello dell’incidentologia stradale, il calcolo della collisione fra veicoli è sicuramente il più complesso. Le sue origini risalgono alle leggi di fisica di Isaac Newton (1643-1727) che fino all’ultima guerra interessarono poco l’infortunistica stradale. Queste incominciarono ad interessare la ricostruzione degli incidenti stradali solo durante l’ultima guerra: è a Zurigo nel 1941 che esce la prima pubblicazione scientifica che ne parla in questo ambito. Da allora, gli algoritmi di calcolo della collisione si sono costantemente evoluti fino a diventare tanto complessi da non poter più essere risolti con il semplice calcolo manuale: oggi chi è rimasto al calcolo manuale, peritalmente è fuori gioco. Infatti, questi algoritmi sono diventati il cuore dei software scientifici di analisi e ricostruzione che noi dovremmo conoscere e usare nel nostro quotidiano. In incidentologia stradale, essere “persona fornita di particolari competenze in questa specifica disciplina” - come richiesto dal Legislatore (Italia, CPP, art. 221) - significa molto più che possedere quella che si crede essere la migliore di queste applicazioni informatiche: qualunque essa sia, significa conoscerne concettualmente gli algoritmi e quindi la loro corretta applicazione. Purtroppo, dato che sono veramente pochi quelli che conoscono anche concettualmente l’evoluzione di questi algoritmi, mi chiedo spesso con quale cognizione di causa vengano poi usati a scopo peritale. A questa lacuna di sapere generale ho cercato di ovviare pubblicando, in PSICO-CINEMATICA FORENSE, la storia dell’evoluzione degli algoritmi di calcolo della collisione: l’ho fatto spiegandone specialmente l’evoluzione concettuale e questo dal 1941 al 2025. Non conosco altro autore che lo abbia mai fatto.

Infatti, mentre ancora una miriade di pseudo-esperti, ovvero di esperti che ancora oggi si ostinano con i calcoli manuali invece di aggiornarsi tanto nel sapere quanto negli strumenti della professione, nel 2025 in Austria è stato sviluppato un nuovo algoritmo di calcolo, concettualmente rivoluzionario e inedito. L’ho definito “calcolo sequenziale tridimensionale” e gli ho dedicato ben 8 pagine di presentazione nel mio ultimo trattato.  

Questa procedura di calcolo coniuga il Teorema degli impulsi con il Bilancio delle forze. Non

non lavora quindi con ipotesi soggettive previsionali, ma con un bilancio fisico verificabile; una vera e propria contabilità delle forze che deve sempre quadrare. Allo scopo coniuga congiuntamente tre modelli matematici differenti:

 

>      Modello fisico matematico per la modellizzazione tridimensionale del veicolo (FEM);

>      Modellizzazione numerica per il metodo degli elementi finiti;

>      Modello matematico semplificato “EasyTire” per gli pneumatici.

 

La sua particolarità rivoluzionaria è quella di non concentrare più il calcolo nell’istante di massima compenetrazione, come fanno quasi tutti gli altri algoritmi finora in uso, bensì di scindere l’intera fase di compenetrazione e di restituzione in un’unica sequenza di collisioni parziali, dal momento del primo contatto fino a quello dello stacco; lo fa simulandone e calcolandone anche la progressione deformativa di entrambi i veicoli, considerandone la struttura e non solo quella.

Per saperne di più sull’aspetto concettuale di questa nuova procedura di calcolo delle collisioni, rimando al mio volume sopra citato mentre, per mostrare l’aspetto più spettacolare di questa nuova applicazione suggerisco la visione del filmato MB-Calcolo-in-3D della durata di 3 minuti circa, in questo stesso sito web in "Home" e in "Media".

In molte collisioni, all’impatto primario seguono altri urti fra gli stessi veicoli a seguito delle rotazioni indotte per cui, il calcolo, deve considerare anche questi ultimi: è una particolarità che il calcolo manuale non sarà mai in grado di affrontare e risolvere. Per questo, nel filmato ho voluto evidenziare anche questa particolarità proponendo un caso che implicasse una collisione primaria seguita da una collisione secondaria.


Questo nuovo progresso della tecnologia a nostra disposizione eleva ulteriormente  il livello professionale di quegli Esperti che, abituati ad operare con le applicazioni informatiche scientifiche del settore, si terranno al passo e presto si cimenteranno anche loro con il calcolo sequenziale tridimensionale.

È evidente, come è sempre stato, che ogni passo in avanti costa tempo, denaro e impegno personale. Si spera sempre che la Committenza (Magistratura, Avvocatura, Compagnie d’assicurazioni, ecc.) prima o poi riconosca la qualità di questa evoluzione professionale selezionando e onorando di conseguenza solo chi, aggiornandosi, è veramente meritevole di essere PTU/CTU o CTP.

 


Il volume, 328 pagine in formato A4, è disponibile su Amazon al link:

 
 
 

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