Dall’ortofoto al piano di situazione

La fotogrammetria non ha affatto sostituito la bindella. Quest’ultima è il mio primo strumento di realizzazione della stessa: stesa al suolo al momento di iniziare le riprese mi aiuta sempre nel posizionare in modo preciso ogni 5,00 o 10,00 metri le marche di riferimento che poi, ad elaborazione effettuata, fungeranno da base per la messa in scala dell’ortofoto (elaborazione da più foto di un piano in proiezione perfettamente verticale). Nel mio modus operandi, questa è l’unica vera operazione preliminare, importantissima in quanto da essa dipenderà poi l’intera precisione della fotogrammetria. In questo modo, sul posto, non sarà più necessario effettuare altre misure, con grande guadagno di tempo e di sicurezza per tutti.


Chi ha dimestichezza con il rilievo stradale della norma UNI 11472, immagini e quantifichi il lavoro di triangolazione che gli chiederebbe rilevare bene già solo questo pezzettino di strada e relativa intersezione. Nel seguito vedrà quanto, in soli 10 minuti di rilievo fotografico in loco, è stato possibile rilevare, e con che qualità.

Riporto e messa in scala dell’ortofoto (esempio: 5 punti di riferimento equidistanti 5,00 m)


Attenzione! non si confonda questa immagine con una foto aerea: questa non lo è affatto. Trattasi di una e pura semplice ortofoto, ovvero dell’elaborato fotogrammetrico di una serie di fotografie rappresentante, in vista verticale, la proiezione planimetrica del luogo, ovvero la sua visione verticale priva di ogni possibile prospettiva.


Mettendone in scala una sezione, l’intero scenario risulta parimenti in scala e quindi misurabile: la precisione della bindella è così passata dal terreno fotografato all’intero modello fotogrammetrico, tanto nella sua rappresentazione bidimensionale (2D) quanto in quella tridimensionale (3D).

Nello specifico, questo è stato possibile grazie alla fotogrammetria, senza alcuna interruzione dl traffico: dalle mie 44 foto scattate in loco, come per miracolo l’elaborazione mi ha consegnato la restituzione fedele e in scala dello scenario visibile in ogni sua angolazione.

Elaborazione fotogrammetrica: il lavoro a video

Il caso, contemplando la fuoriuscita dalla carreggiata dei due veicoli coinvolti e per uno di essi l’arresto finale distante dalla stessa, esigeva oltre al rilievo stradale anche quello fedele sia della scarpata che dei campi e dei fossati adiacenti.

Questo tipo di elaborazione informatica, assai complessa nei suoi algoritmi e nel suo sviluppo grafico, nel suo uso non è altrettanto complicata anche se, come tutti i software scientifici, richiede un certo impegno e cognizioni di causa nell’uso: trattasi comunque di un’attività che a mio parere dovrebbe far parte del sapere di ogni tecnico ricostruttore, essendo il rilievo della scena del sinistro elemento basilare di ogni e qualsiasi ricostruzione.


L’ortofoto di questo esempio – il rilievo è della settimana scorsa – mi permette di illustrare l’aspetto della fotogrammetria che io ritengo più utile alle nostre necessità di analisi e di ricostruzione: la sua applicazione nell’allestimento del piano di situazione.

Ortofoto e sua quotatura


Sono partito in loco posizionando, tramite bindella, i punti di riferimento per la messa in scala postuma di quanto rilevato fotograficamente. Non ho misuralo null’altro.

Nello specifico le 44 foto scattate mi hanno richiesto solo 10 minuti, dalle 09:23 alle 09:33.

Arrivato in studio e in assoluta tranquillità l’elaborazione fotogrammetrica mi ha fornito molto più di quanto qui documentato: per l’articolo mi soffermo solo sull’ortofoto.

Essendo questa perfettamente in scala, ogni distanza misurata sulla stessa corrisponde a quella reale e questo è il punto chiave ed eccezionale da considerare: quello che non ho misurato in loco lo posso misurare a volontà ora, in studio, riportando tutto nel disegno come sopra dimostrato.


Infatti, mi è possibile fissare capisaldi e da questi quotare qualsiasi punto così come mi è possibile, per esempio relativamente alla carreggiata, essere preciso nelle sue quote: larghezza totale al ciglio, alla linea di margine, al centro strada, fra corsia e corsia, ecc.


Con la stessa tecnica, disponendo delle foto scattate nelle immediatezze del fatto, disporrei delle posizioni di stasi, delle tracce e di ogni altro elemento utile alla ricostruzione già perfettamente posizionato in planimetria: forma e dettagli delle tracce sarebbero così documentati precisi come non mai. È in questo modo che la nostra concretezza può e deve far scuola, tanto per gli specialisti della ricostruzione rimasti indietro coi tempi, quanto per gli Agenti di PG che intervengono in loco: a quest'ultimi sarebbe solo da richiedere le foto scattate nell’ottica utile alla fotogrammetria e la posa dei punti di riferimento utili alla messa in scala del rilievo fotogrammetrico.

Chissà che da cosa nasca cosa!

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