Formazione e Ricerca vanno di pari passo. Mentre la nostra ricerca è mirata allo studio e all'approfondimento della materia ed alla verifica e all'aggiornamento del sapere scientifico, la nostra formazione è mirata a divulgare e trasmettere questo sapere al fine di costruire una vera coscienza professionale, competente, oggettivamente critica e in continua evoluzione.

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Ricercare significa indagare, esplorare con molta cura, tentare di scoprire, tentare nuove vie per l’arte. La nostra ricerca è investigazione scientifica condotta con sistemicità e tendente ad accrescere o verificare il complesso di cognizioni, documenti, teorie e leggi inerenti alla nostra disciplina, l’analisi e la comprensione dei sinistri stradali.

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Formarsi è confrontarsi, aggiornarsi, evolvere. La nostra formazione s’ispira al coaching interattivo, dove il mettersi in discussione è la base del processo didattico: in questa partecipazione attiva l’impegno di allievo e istruttore sono altrettanto decisivi. Il sempre maggior interesse per i nostri workshop dimostra che siamo sulla strada giusta.

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La collisione nei software

La dotta lectio magistralis che il Prof. Dr. Ing. Alfonso Micucci ha tenuto al seminario organizzato dall’Accademia di Infortunistica Stradale Forense della CEEGIS in stretta collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri di Bologna, ha generato molteplici riflessioni sul calcolo della collisione. In particolare, ha messo l’accento sull’influenza della precisione di definizione degli angoli di uscita nelle collisioni, mostrando appunto un esempio critico relativo ad un dato software. Quindi, anche in questo caso, non è la soluzione matematica ad essere messa in discussione quanto la perizia dell’operatore. Ne consegue che la certificazione di ogni qualsiasi software è vana, dato che il risultato dipende unicamente dalle cognizioni di causa del tecnico che ne fa uso, ovvero dalle sue conoscenze tanto della materia quanto dello specifico procedimento di calcolo informatizzato a cui fa riferimento o che sta usando.

I software tedeschi di prima generazione (CARAT e AnalyzerPro) già nel 1995 consideravano almeno 2 procedimenti di calcolo differenti: il calcolo a ritroso e quello in avanti. Differenti non solo nella direzione della visione del processo dinamico ma anche e specialmente nell'algoritmo di calcolo, dove quello a ritroso ha un numero inferiore di incognite e quindi è per questo quello da preferire a priori.
Altri software più recenti, sembra che fino a poco tempo fa conoscessero unicamente il procedimento in avanti, anche se quello a ritroso sia sempre stato quello classico e quello che garantisce da sempre maggior precisione, sicurezza e attendibilità.
A seconda del software usato, il tecnico ricostruttore dispone di una modalità di calcolo unica oppure, nei software più ingegneristici, si incontrano anche di 3 modalità principali: calcolo a ritroso, calcolo in avanti e calcolo contro ostacolo fisso (muro, barriera di sicurezza, albero, ecc.).


AnalyzerPro: 3 modalità di calcolo principale

Fra le modalità secondarie, ovvero derivate dalle principali, si conta per esempio il calcolo EES, il calcolo monodirezionale del tamponamento, ed altri ancora.

Personalmente non considero l’uso degli EES e di similari valori di Crash test metodologie di calcolo molto attendibili per quanto ho evidenziato nel merito in “La tecnica al servizio della Giustizia – Mauro Balestra, A. Dellisanti Editore" (pag. 196-200), vedendo tali parametri solo come semplici valori empirici di verifica: per questo, nelle mie perizie non ne faccio uso e non mi dilungo in sterili quanto inutili dissertazioni su questo tema.
Invece, considero il calcolo monodirezionale indispensabile nella definizione delle sollecitazioni degli occupanti nel tamponamento.


AnalyzerPro: 2 modalità di calcolo secondario

Come indicato dal Prof. Micucci, la criticità maggiore nel calcolo delle collisioni sta proprio nella definizione dei parametri di uscita dall’impatto. È proprio questa la debolezza della soluzione “in avanti”, procedura che si basa appunto sull’ignoranza dei parametri di uscita dalla collisione: in questa soluzione infatti, non conoscendo quanto segue la collisione, si cerca di stimare questa fase finale tramite una simulazione più o meno guidata manualmente (impostazione di molteplici parametri fino al raggiungimento di una data soluzione), ovvero si prova a condurre i veicoli nella loro posizione di stasi e si assume tale simulazione quale soluzione in rappresentazione e avvicinamento della realtà. Di questo, quando ricorriamo alla procedura in avanti, dobbiamo esserne consapevoli.

Per contro, nel calcolo “a ritroso”, con i migliori software è possibile in prima fase ricostruire in modo attendibile, e spesso anche molto preciso, le evoluzioni del veicolo post urto (calcolo 1), per esempio in base ad alcune tracce rilevate. Importando allora i dati d’uscita dalla collisione così precisamente definiti, altrettanto preciso sarà il calcolo della collisione che ci porterà alla definizione dei dati d’entrata all’urto. I software scientifici che operano in questo modo, hanno così risolto e superato i problemi di cui ci ha reso attenti il Prof. Micucci a Bologna: sono di fatto queste le particolarità fondamentali su cui porre l’attenzione durante la scelta ponderata del software con cui intendiamo operare nella nostra attività peritale.


AnalyzerPro: definizione delle evoluzioni post urto in base alle tracce.

Questa metodologia di definizione dell’evoluzione del veicolo, in questi software specialistici, non si limita alla determinazione della fase post-impatto ma può essere applicata benissimo anche alla fase che lo precede (calcolo 2), come nell’esempio seguente della Renault Clio che impatta posteriormente un palo della luce: analisi delle evoluzioni dall’impatto contro il palo, indietro per tutta la fase iniziale di tracciamento al suolo.


AnalyzerPro: definizione delle evoluzioni pre e post urto in base alle tracce.

Forse non tutti i software di analisi e ricostruzione godono di queste peculiarità che ne fanno l’eccellenza del prodotto.

Questa breve panoramica sulle procedure informatizzate di calcolo della collisione è sicuramente solo parziale anche se è comunque indicativa di come, con l’avvento dell’informatica anche la nostra professione si sia evoluta: pensare di disporre per la sola collisione di 2 o 3 procedure principali di calcolo e di almeno altrettante secondarie, anni fa era impensabile e dovrebbe far riflettere coloro che ancora oggi si ostinano a voler calcolare solo a mano, anche se è vero che il computer non sostituisce lo specialista e rimane sempre solo un suo strumento.
Questo è sicuramente lo stato odierno della tecnica dei nostri strumenti, dove è evidente che non tutti i software siano di alto livello e dispongano di tante possibilità risolutive la cui scelta, purtroppo, richiede all’operatore cognizioni specialistiche particolari sempre maggiori.

Ciò detto dobbiamo essere pronti ad ulteriori evoluzioni: infatti, fra pochissimo disporremo di una nuova modalità di calcolo principale delle collisioni, quasi interamente automatizzata, frutto della tesi in fisica svolta dal Dr. Matthias Schmidt presso l’Università di Vienna. Cercheremo anche per questa novità, anzitutto di capirne i concetti e solo in seguito come farne il miglior uso possibile. Lasciamoci sorprendere!