Diagnostica dinamica

Scritto da ing. Mauro Balestra Il .

Con grande piacere durante un incontro di un’ Associazione italiana di esperti che si occupano dello studio degli incidenti stradali, ho sentito il loro Presidente affermare e ribadire che si deve continuare a misurare su strada perché solo di quanto misurato da noi ci è noto come sia stato ottenuto.
Concetto sacrosanto !

Purtroppo e di fatto, al di fuori di qualche centro sperimentale politecnico od universitario, non si trova nessuno che si dedica con regolarità e competenza a rilevare i coefficienti di aderenza, le decelerazioni ed i tempi di arresto e di reazione dei veicoli, valori che tuttavia rimangono sempre alla base dei calcoli peritali nella ricostruzione dei sinistri.
Così oggi sono introvabili i liberi professionisti del settore attrezzati allo scopo e con un minimo di esperienza in questo tipo di diagnostica. Questa amara realtà costituisce una grave lacuna professionale difficilmente colmabile a breve. Riconoscerlo può far male, ma negarlo è impossibile.



Sono quaranta anni che svolgo questa attività di rilievo dinamico dei valori, prima solo in ambito peritale ed ultimamente anche nel campo della ricerca pura. Del mio laboratorio vado particolarmente fiero: rinnovato interamente nel 2008, presentandolo al pubblico del Palazzo dei Congressi di Lugano coniai la definizione di Diagnostrica dinamica e comportamentale™ poiché non mi limitavo più a rilevare solo il comportamento dinamico del veicolo ma, contemporaneamente, anche quello comportamentale del suo conducente.

L’arricchimento personale che ci giunge dalle prove che effettuiamo in ambito peritale è grandissimo. Un semplice esempio: il conducente di un veicolo in retromarcia blocca lasciando al suolo una sola traccia e poi, una volta fermo, sposta subito il veicolo.

Come sapere quale ruota aveva lasciato al suolo detta traccia, se l’ impianto frenate con quattro dischi era in ordine e se in retromarcia a bassa velocità l’ ABS funzionava, e con quale efficacia effettiva?
Voi come avreste risposto ? Io, quando mi sono trovato io davanti al caso, e non mi vergogno affatto dirlo, inizialmente non sapevo ancora da dove cominciare: vedevo il problema, non la soluzione. La soluzione dovetti ricercarla ed ottenerla tramite quella che io chiamo diagnostica dinamica™, ossia il rilievo e la misurazione su strada e nel movimento dei differenti fenomeni sotto analisi.

Con una sola giornata di rilievi dinamici e d’ officina ben pianificati ho potuto chiarire che la ruota tracciante era quella anteriore sinistra, che l’ impianto frenate era perfettamente funzionante, che l’ ABS sul quel veicolo è attivo anche in retromarcia e che a bassa velocità la sua efficacia, pure quantificata, è fortemente pregiudicata.
Senza questi accertamenti, quale verità avrei potuto presentare ? Sicuramente in Internet o in qualsiasi bel volume di settore questa verità non la si può leggere.