L'auto che uccide
L’ auto che uccide era il titolo del libro di Ralph Nader da cui, negli anni sessanta, ebbe inizio negli USA il noto ed importante movimento del naderismo che caratterizzò poi la seconda metà del secolo scorso. Rimanendo all’ attualità dell’ incidente stradale di questo primo secolo del terzo millennio, alla sua indagine giudiziaria e scientifica, alle procedure penali, civili ed assicurative che ne conseguono, parafrasando quella famosa frase oggi purtroppo possiamo parlare anche dell’ agente di polizia che uccide, del magistrato inquirente e del giudice che uccidono, dell’ ente proprietario o gestore della strada che uccide, dell’ assicuratore che uccide, del perito o dell’ avvocato che uccidono ... Che uccidono la ricerca della verità, che uccidono le vittime della strada ed i loro famigliari negando loro il sacrosanto diritto del sapere come l’ incidente sia realmente accaduto, che uccidono la Giustizia non facendola, che uccidono non adeguando la struttura stradale alle norme, che uccidono negando o procrastinando all’ infinito e speculando sui dovuti risarcimenti, che uccidono il sapere scientifico, che uccidono l’ etica ed i comportamenti ad essa connessi.
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