Formazione e Ricerca vanno di pari passo. Mentre la nostra ricerca è mirata allo studio e all'approfondimento della materia ed alla verifica e all'aggiornamento del sapere scientifico, la nostra formazione è mirata a divulgare e trasmettere questo sapere al fine di costruire una vera coscienza professionale, competente, oggettivamente critica e in continua evoluzione.

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Ricercare significa indagare, esplorare con molta cura, tentare di scoprire, tentare nuove vie per l’arte. La nostra ricerca è investigazione scientifica condotta con sistemicità e tendente ad accrescere o verificare il complesso di cognizioni, documenti, teorie e leggi inerenti alla nostra disciplina, l’analisi e la comprensione dei sinistri stradali.

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Formarsi è confrontarsi, aggiornarsi, evolvere. La nostra formazione s’ispira al coaching interattivo, dove il mettersi in discussione è la base del processo didattico: in questa partecipazione attiva l’impegno di allievo e istruttore sono altrettanto decisivi. Il sempre maggior interesse per i nostri workshop dimostra che siamo sulla strada giusta.

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Il piano di situazione

Il piano di situazione fotogrammetrico.
Il piano di situazione altro non è che la rappresentazione grafica (schizzo o planimetria) dei rilievi di Polizia fatti in loco nelle immediatezze del sinistro. Dovrebbe sempre essere presente in allegato al rapporto di constatazione delle Autorità inquirenti in quanto determinante tanto per i Giudici quanto per le Parti ed i loro Rappresentanti legali. Infatti, è proprio dando un’occhiata a questo piano che ci si fa una prima idea della situazione mentre, per il Tecnico ricostruttore, questo documento sarà la base di partenza della sua analisi.


Piano di situazione eseguito da una Polizia locale (Italia)

Perché dovrebbe sempre essere presente agli atti il piano di situazione e perché la Polizia dovrebbe sempre produrlo? Trattandosi di un documento fondamentale per la ricostruzione del sinistro, la sua produzione è innanzitutto un vero dovere sociale dell’Autorità preposta. Mi spiego.

L’Organo di Polizia che interviene sul posto ha funzione di PG (Polizia giudiziaria) dovendo acquisire tutte le prove reperibili sul posto nell’immediatezze dei fatti. Di fatto l’inchiesta penale inizia con questa prima acquisizione di prove ed ha il dovere di raccogliere tutti gli elementi utili all’accertamento dei fatti, senza dimenticare che l’inchiesta penale non è limitata agli elementi accertanti le colpe bensì anche a quelli necessari all’azione civile che, nei casi di infortunistica stradale, spesso totalmente o parzialmente può essere oggetto di discussione e decisione anche nel processo penale o da questo essere demandata al foro civile.
Non disporre del piano di situazione, nuoce anzitutto al conducente meritevole: infatti questo, per ottenere il giusto risarcimento che gli spetta, deve fornire la prova della legittimità della sua richiesta. La mancanza di adeguati accertamenti di Polizia - e di tale documento in particolare - ostacola l’accertamento dei fatti e, per la Parte lesa, la possibilità di dimostrare le proprie eventuali ragioni. In altre parole, non produrre agli atti il piano di situazione rilevato, corrisponde ad ostacolare l’ottenimento del risarcimento proprio a chi questo è dovuto e, contemporaneamente, a favorire la Controparte colpevole.

Per il Tecnico ricostruttore il piano di situazione è la base del lavoro peritale di analisi e ricostruzione. È quindi indispensabile che l’azione della Polizia nei rilievi stradali sia mirata a fornire il meglio anche nell’ottica delle elaborazioni peritali che ne conseguono. In questa materia esiste quindi una zona sinergica che coinvolge tanto la Polizia quanto i Tecnici ricostruttori a cui va concesso il dovuto spazio: infatti, è dal Tecnico ricostruttore che devono giungere indicazioni e suggerimenti affinché il rilievo ed il piano di Polizia sia veramente utile alla ricostruzione scientifica del caso.
Nel merito, non va infatti dimenticato che quando sono a disposizione solo schizzi non in scala e qualche trilaterazione, il primo lavoro che il Tecnico deve affrontare è proprio quello di ricostruire in primis il piano di situazione che non è stato fatto e prodotto in prima istanza: questa operazione, se i rilievi sono carenti, può essere oltremodo difficoltosa.

Considerato quanto appena esposto, la Polizia non è legittimata ad astenersi dal produrre il piano di situazione e, quando non lo produce, a mio parere viene meno ai suoi doveri ed ostacola il giusto risarcimento delle Parti lese. Mi chiedo se in questa negligenza non si debba ravvisare l’occultamento di prove utili all’accertamento dei fatti. I Magistrati inquirenti e quelli giudicanti che ne pensano?

In Italia, si sente spesso parlare della norma UNI 11472 (Rilievo degli incidenti stradali – Modalità di esecuzione) norma obsoleta ed inadeguata che, sebbene apparsa solo nel 2013, si è fermata allo stato della tecnica ante seconda guerra mondiale. Anche se è vero che una buona bindella serve ancora, oggi c’è ben altro: nel rilievo dell’incidente già negli anni ’70 in Svizzera si faceva capo alla stereofotogrammetria e negli anni 80-90 alcune Polizie erano già equipaggiate con il laser-scanner. Con la fotografia digitale, nacque anche la fotogrammetria, applicata solo di raro e da pochissimi nel rilievo stradale: inizialmente era perlopiù mirata a trasformare la vista prospettica di una foto in vista planimetrica piana, deformando la foto stessa.


ing. Mauro Balestra, pubblicazione 1997

Abbastanza di recente la fotogrammetria moderna è sbarcata di prepotenza anche nell’infortunistica stradale e, attualmente, anche i migliori software di ricostruzione stanno integrandola sia per operare nel piano in 2D che per la rappresentazione della scena e della ricostruzione in 3D. Per fotogrammetria moderna intendo l’acquisizione di una serie di fotografie digitali e la loro elaborazione informatica mirata all’ottenimento virtuale del piano, detto anche ortofoto, e del relativo modello tridimensionale. Nell’infortunistica questa tecnica si presta molto bene al rilievo stradale (2D) e alla modellazione dello scenario e dei veicoli (3D).
Poiché ai fini del rilievo di Polizia e della ricostruzione cinematica del sinistro rimane fondamentale il piano in 2D nel seguito illustro brevemente questa applicazione, sottolineando che la qualità dei risultati non è data tanto dall’apparecchio fotografico e dal software quanto piuttosto dal modus operandi dell’operatore. Questo implica una particolare regolazione dell’apparecchio fotografico ed una data metodologia nello scattare le foto, così come richiede un minimo d’esperienza anche nella loro elaborazione.

Ciò chiarito va anche detto che questa tecnica oggi è veramente alla portata di ogni Tecnico ricostruttore non richiedendo alcun investimento per altra strumentazione che sappiamo essere di costo proibitivo e comunque anche ingombrante nel trasporto e problematica nell’utilizzo. Alle stesse vantaggiose condizioni è evidente che la fotogrammetria sia disponibile anche per la Polizia.
Infatti, per quanto a noi utile, è possibile operare con l’apparecchio fotografico di cui già disponiamo: si può usare la GoPro esattamente come la più sofisticata delle Reflex. Inoltre, sul mercato sono disponibili ottimi software di fotogrammetria, perfetti per il nostro uso, già a partire da meno di 200 Euro.

Nella pratica.
Con la fotogrammetria il lavoro di rilievo in loco si discosta sostanzialmente da quello tradizionale, ma è anche più semplice e sbrigativo. Inoltre non disturba quasi per niente il traffico veicolare che, cosa importante questa per il Tecnico ricostruttore, non deve necessariamente venir interrotto. Infatti, nel caso che vi presento il traffico non è stato disturbato: è solo stato preavvisato da segnali mobili piramidali “Misurazioni” posti a lato strada alle due estremità della zona di lavoro.


Luogo e tracce rilevati – Apparecchio fotografico usato.

L’oggetto del rilevamento (strada, tracce e quant’altro) rimane ovviamente sempre lo stesso anche nella fotogrammetria. La Polizia e coloro che operano abitualmente al rilievo di incidenti stradali sanno quanto sia difficile rilevare bene l’andamento di una traccia e quanto sia ancor più difficoltoso riportarla fedelmente nel piano di situazione; tutti sanno quanto siano importanti e determinanti le tracce al suolo ai fini del calcolo e della ricostruzione cinematica.
Con la fotogrammetria, quanto segnato al suolo con gesso, spry od altro, rimarrà fotografato e quindi automaticamente considerato ed inserito in elaborazione e nel piano che risulterà completo in ogni suo particolare: luogo, fondo stradale, manufatti, segnaletica, tracce, posizioni marcate, ecc.

Un rilievo come questo, sul posto può essere eseguito da una persona sola e richiede solo mezz’ora circa, compresi la posa dei segnali di avvertimento, la marcatura di elementi da evidenziare ed ogni altro preparativo e, a foto terminate, il relativo riordino finale.
Al rientro in studio, il software fotogrammetrico procederà all’elaborazione della serie fotografica per costruire così il modello virtuale tridimensionale di quanto rilevato. Nello specifico la serie di foto elaborate conta 32 immagini.
Tale elaborazione avviene in quattro fasi consecutive:
- allineamento delle foto nello spazio
- generazione della cosiddetta nuvola di punti
- generazione di una maglia 3D (triangolini)
- costituzione di una “texture”


Agisoft PhotoScan – Le 4 fasi di elaborazione.

Disponendo di un buon software di ricostruzione, questo modello fotogrammetrico può essere importato ed utilizzato direttamente per la ricostruzione cinematica in 2D ed in 3D. Operando personalmente con AnalyzerPro 18.0, nel seguito mi riferisco a questo programma.
L’importazione prevede una piccola elaborazione del file fotogrammetrico e una semplicissima operazione di messa in scala dell’immagine planimetrica (2D) che, da questo momento diventa così il nostro piano di situazione e può essere quotato a video, stampato per essere prodotto agli atti e/o utilizzato quale base planimetrica per l’analisi e la ricostruzione del sinistro.


AnalyzerPro 18.0 - Piano di situazione grezzo e piano di situazione commentato.

Con detto software, la messa in scala dell’immagine planimetrica automaticamente mette in scala anche lo scenario in 3D che, in questo modo, è subito a disposizione del Tecnico ricostruttore per la rappresentazione tridimensionale della ricostruzione del sinistro.


AnalyzerPro 18.0 – Cinematica in 2D e in 3D in contemporanea, su rilievo fotogrammetrico.

Con questa presentazione documento lo stato attuale della tecnica fotogrammetrica applicata all’infortunistica ed in particolare ai rilievi stradali. Un nuovo modo di rilevare il sinistro e di allestirne il piano di situazione, una tecnica a disposizione degli Organi di Polizia e dei Tecnici ricostruttori, una tecnica che pur non richiedendo investimenti importanti garantisce qualità finora mai raggiunte in questo ambito.
Per applicarla con cognizione di causa, terremo un apposito workshop il prossimo 1-2 giugno a Bologna.

PDF del programma del Seminario di fotogrammetria - Bologna 1-2 giugno 2018

Seminario - Bologna 1-2 giugno 2018 - Iscrizione online diretta
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